Prezzi delle materie prime - Aggiornamento APPIA luglio 2026
Sono disponibili in APPIA-MP i nuovi analytics elaborati per la piattaforma APPIA. In particolare: l'aggiornamento dei dati congiunturali, i nuovi outlook previsionali per tutte le commodity monitorate e i focus del mese, il nuovo report di sintesi mensile scaricabile dall'area download.
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10/07/2026
Prezzi delle materie prime - Aggiornamento APPIA luglio 2026

Sono disponibili in APPIA-MP i nuovi analytics elaborati per la piattaforma APPIA. In particolare:

  • L'aggiornamento dei dati congiunturali (giugno 2026)
  • I nuovi outlook previsionali per tutte le commodity monitorate, a partire da questa edizione estesi al 2028, e i focus del mese
  • Il nuovo report di sintesi mensile scaricabile dall'area download, a partire da questa edizione con una veste grafica rinnovata

Alcune delle evidenze dall’ultimo aggiornamento:

Una tregua più fragile del previsto... Il 17 giugno Washington e Teheran avevano firmato un memorandum d'intesa che poneva fine, almeno formalmente, alle ostilità, prevedendo la chiusura definitiva del dossier entro 60 giorni dalla firma. Nelle settimane successive lo stretto di Hormuz aveva visto una gestione altalenante, con incidenti isolati che tuttavia non avevano impedito un recupero (parziale) dei flussi di esportazione di idrocarburi attraverso lo stretto, accompagnato da un deciso rientro dei prezzi del petrolio. L'8 luglio, tuttavia, la tregua è nuovamente saltata: in risposta ad attacchi iraniani contro mercantili in transito nello stretto gli Stati Uniti hanno ripreso gli attacchi all’Iran, paventando il ripristino di un blocco navale e revocando la licenza temporanea che consentiva a Teheran l'export di greggio reintroducendo, di fatto, le sanzioni petrolifere.

… ha restituito vitalità ai prezzi dell’energia. La (nuova) minaccia di un blocco dello stretto, che sembrava accantonata, è tornata concreta secondo le stesse fonti iraniane, che paventano la chiusura in caso di ulteriori raid. Il mercato del petrolio ha reagito con una brusca inversione di tendenza: il Brent, sceso ai minimi da quattro mesi nei primi giorni di giugno, nel giorno del nuovo attacco ha guadagnato oltre il 6%, riportandosi sopra la soglia degli 80 $/barile. Profilo simile per il metano che, in un contesto di scorte UE ai minimi, domanda in salita e rinnovata incertezza sulle forniture dal Qatar, a inizio luglio è tornato a “vedere” la soglia dei 50 €/MWh. 
La nuova escalation in Medio Oriente segue un giugno di ribassi sui mercati delle commodity. Su base mensile, l’alleggerimento delle tensioni sui prezzi del petrolio, dei principali prodotti raffinati e di molti input chimici ha contribuito a imprimere all’Indice Prometeia-APPIA dei prezzi delle commodity una flessione del 2,5%, rispetto ai livelli di maggio. L’intensità del ripiegamento sarebbe risultata molto più forte al netto di dinamiche valutarie risultate complessivamente sfavorevoli (dollaro forte: +1,5% m/m sull’euro) per gli approvvigionatori europei.

Al netto dell’Energia (-8,6% m/m) i ribassi più intensi a giugno si sono concentrati sui costi di approvvigionamento della filiera Chimica: l’effetto del rientro della nafta e quello, più intenso, degli organici di base è stato solo in parte attutito dai rialzi di energia elettrica e diritti di emissione, portando il relativo indice (che si mantiene su livelli di oltre il 20% superiori, rispetto a un anno fa) a cedere il 7,5% m/m in €. Più contenuti i ribassi nelle altre filiere manifatturiere: l'alleggerimento delle quotazioni dell'alluminio ha contribuito a trascinare verso il basso l'indice della Meccanica (-2,3%), mentre Alimentare e Tessile-Moda hanno registrato decrementi compresi tra l'1,2% e l'1,5%, riflesso della flessione dei prezzi delle rispettive commodity di riferimento (in primis cereali e cotone). Tra le poche filiere impattate negativamente dall’andamento dei prezzi delle commodity figurano la Metallurgia (+0,6%, per effetto soprattutto del rialzo double-digit del PUN) e il Legno-Carta (+0,8%); qui, al leggero decremento del prezzo del legname, è corrisposto un andamento ancora espansivo dei prezzi in euro della cellulosa.

2026-28: un equilibrio ancora instabile. Per il 2026 resta confermato un profilo di crescita a doppia cifra dell'Indice Prometeia-APPIA in euro, effetto di prezzi delle commodity che, pur in rientro dai livelli attuali, si manterranno nella maggior parte dei casi su livelli storicamente elevati. L’outlook per il biennio successivo rimane orientato in direzione di un rientro dei prezzi che, tuttavia, procederà con gradualità, riflettendo sia la persistenza di vincoli strutturali dal lato dell'offerta (basso livello di scorte, colli di bottiglia logistici, sottoinvestimenti in alcune materie prime critiche ecc.) sia un riequilibrio della domanda globale che si prospetta non lineare. Lo scenario previsivo (esteso al 2028 a partire da questa edizione del Report) resta ovviamente soggetto a un'incertezza elevata: una nuova chiusura prolungata dello stretto di Hormuz, o tensioni addizionali su altri fronti geopolitici potrebbero deviare, anche in modo significativo, la traiettoria di alleggerimento dei prezzi.

Si ricorda che Confindustria Reggio Emilia offre alle aziende associate, a titolo gratuito, l’accesso alla piattaforma Prometeia-APPIA, strumento di supporto per l’analisi, l’approfondimento e il monitoraggio dell’andamento delle principali commodity (tendenze di mercato, costi, prezzi, dati storici, ecc.).

Le aziende che non avessero ancora attivato il servizio possono richiedere le credenziali di accesso rivolgendosi al nostro Centro Studi (alberto.seligardi@confindustria.re.it; lucia.vergalli@confindustria.re.it), che resta a disposizione per ogni ulteriore informazione o chiarimento.

A chi rivolgersi

Alberto Seligardi
Alberto Seligardi
Coordinatore di area
Economia della conoscenza
0522 409761 Scrivimi
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