Frenata in vista… Il persistere della quasi completa chiusura di Hormuz tiene alto il prezzo del petrolio e quello del gas, ai livelli più alti da fine 2022 (ma molto più bassi della media 2022). L’inflazione è in aumento e le banche centrali stanno alzando i tassi per arginarla. Questo rallenterà consumi e investimenti, anche in Italia. Finisce nel 3° trimestre la spinta del PNRR.
…ma previsioni rialzate. La crescita del PIL in Italia nel 2026 è stata rivista al rialzo dai previsori (a +0,8%) rispetto ad aprile (+0,5%), grazie ai primi 2 trimestri positivi.
Petrolio più caro. A causa del proseguire del conflitto nel Golfo, la situazione nel mercato petrolifero rimane tesa.
Rincara anche il gas. Il prezzo del gas in Europa a settembre è salito al massimo da fine 2022: 77 euro/mwh (33 a febbraio).
Inflazione in aumento. Ad agosto l’inflazione italiana ha toccato il massimo dell’anno (+3,3% annuo, da +1,0% a inizio 2026). È spinta al rialzo dai prezzi degli energetici al consumo (soprattutto i carburanti), che viaggiano al +17,1% (da -6,2%).
Rialzo dei tassi. A settembre la BCE ha alzato i tassi di un quarto di punto (al 2,50%), dopo la prima mossa a giugno, temendo che l’inflazione nell’Eurozona resti a lungo sopra il +2,0%.
L’industria tiene. A luglio la produzione industriale è aumentata (+0,7%), trainata dai beni di consumo (+2,1%). Il PMI di agosto, però, scende sotto la soglia neutrale (49,6).
Investimenti: indicatori ancora positivi. Le indicazioni restano positive per il 3° trimestre (ad agosto è migliorata la fiducia delle imprese di beni strumentali e di costruzioni), ma la fine del Piano peserà nel 4°.
Occupazione ferma. Negli ultimi mesi la crescita dell’occupazione si è arrestata: da aprile il numero degli occupati è rimasto pressoché invariato (+7mila fino a luglio), mentre è aumentato il numero delle persone in cerca di lavoro (+72mila).
L’export resta in espansione. A luglio le vendite sono cresciute di +1,4% sulla media del 2° trimestre (a prezzi correnti). È il risultato di un aumento di quelle extra-UE (+4,6%), che ha più che controbilanciato il calo di quelle intra-UE (-1,6%).
Eurozona: industria in calo. Ad agosto, il PMI sale in Germania ai massimi (54,3), torna in area espansiva in Francia (51,1), scende appena sotto la soglia in Spagna.
USA in rallentamento. La produzione industriale USA ha aperto il 3° trimestre in rallentamento (+0,4% acquisito nel trimestre), dopo un buon 2° (+1,1%).
Cina sostenuta dall’export. Ad agosto la produzione industriale accelera al +5,2% annuo (da +4,5%) e il PMI sale a 51,5 (da 50,9), grazie al rafforzamento dei nuovi ordini. A trainare resta l’export (+25,0% annuo), sostenuto da alta tecnologia e semiconduttori.
Il testo completo di Congiuntura Flash luglio 2026 è disponibile al seguente LINK.
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