Mercosur: una scelta di futuro per l’industria emiliana
La Presidente Roberta Anceschi: "Il Mercosur rappresenta un’area con oltre 260 milioni di consumatori e un forte bisogno di tecnologia industriale, infrastrutture, meccanica avanzata. È esattamente il tipo di domanda che incontra le competenze delle imprese emiliane e reggiane. Rinunciare a questo accordo significherebbe lasciare spazio ai concorrenti internazionali e perdere opportunità di crescita".
Internazionalizzazione
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26/01/2026
Mercosur: una scelta di futuro per l’industria emiliana

Il dibattito sull’accordo tra Unione Europea e Mercosur va riportato su un terreno semplice e concreto: il futuro dell’industria italiana ed emiliana. Non è certo un caso se in questi giorni cresce il numero di osservatori, analisti e imprenditori che sostengono la medesima indicazione: chiudersi è facile, ma è anche il modo più sicuro per indebolirsi.
L’Emilia è una delle colonne portanti dell’export italiano. Le nostre imprese vendono nel mondo macchinari, componenti meccanici, impianti, prodotti agroalimentari di alta qualità. L’export non è un dato astratto: vale miliardi di euro ogni anno e sostiene decine di migliaia di posti di lavoro nei nostri territori. Quando l’export cresce, cresce l’occupazione. Quando l’export rallenta, le conseguenze arrivano subito nelle fabbriche e nelle filiere.
Oggi però il mondo sta cambiando rapidamente. Le tensioni geopolitiche, i conflitti, le politiche protezionistiche stanno ridisegnando le mappe del commercio internazionale. Mercati che davamo per scontati sono diventati più instabili o più difficili da raggiungere. Per questo, come ha spiegato bene il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, l’Italia e l’Europa hanno bisogno di nuovi accordi commerciali solidi, chiari, basati su regole condivise.
Il Mercosur rappresenta un’area con oltre 260 milioni di consumatori e un forte bisogno di tecnologia industriale, infrastrutture, meccanica avanzata. È esattamente il tipo di domanda che incontra le competenze delle imprese emiliane e reggiane. Rinunciare a questo accordo significherebbe lasciare spazio ai concorrenti internazionali e perdere opportunità di crescita.
Tutto ciò senza considerare il fatto che le scelte di oggi vanno valutate anche per chi verrà domani. Senza nuovi mercati, senza una strategia di apertura, rischiamo di offrire ai giovani un sistema industriale più fragile, meno competitivo, meno capace di creare lavoro di qualità.
Come presidente degli industriali reggiani sento la responsabilità di sostenere con convinzione la linea di Confindustria. L’accordo con il Mercosur non è un regalo a qualcuno, ma uno strumento per rafforzare il nostro sistema produttivo, tutelando qualità, lavoro e capacità di competere in un mondo sempre più complesso e instabile. 
L’Emilia ha costruito il proprio benessere guardando oltre i confini. Continuare a farlo, oggi, non è un’opzione ideologica: è una necessità industriale.

di Roberta Anceschi, Presidente Confindustria Reggio Emilia

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