Bolletta energetica: così le nostre imprese sono fuori mercato
"Pagare l’energia molto di più rispetto ai concorrenti tedeschi o francesi non è un dettaglio tecnico: è una condanna competitiva." La Presidente Roberta Anceschi interviene sul tema della bolletta energetica "In Emilia, terra manifatturiera per eccellenza, l’energia non è una voce accessoria: è parte integrante del processo produttivo. Le imprese energivore, in particolare, stanno affrontando una situazione oggettivamente insostenibile. Con questi livelli di costo, molte realtà sono di fatto fuori mercato. Non per mancanza di innovazione, non per inefficienza, ma per un differenziale strutturale che le penalizza rispetto ai competitor europei."  
Ambiente ed Energia
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17/02/2026
Bolletta energetica: così le nostre imprese sono fuori mercato

Pagare l’energia molto di più rispetto ai concorrenti tedeschi o francesi non è un dettaglio tecnico: è una condanna competitiva. Per molte imprese emiliane, soprattutto nei settori della ceramica, della meccanica, dell’agroalimentare e della trasformazione industriale, significa vedere erosi margini già compressi, rinunciare a investimenti programmati, perdere commesse sui mercati internazionali. Significa, in concreto, produrre qualità con costi che il mercato globale non riconosce.
In Emilia, terra manifatturiera per eccellenza, l’energia non è una voce accessoria: è parte integrante del processo produttivo. Le imprese energivore, in particolare, stanno affrontando una situazione oggettivamente insostenibile. Con questi livelli di costo, molte realtà sono di fatto fuori mercato. Non per mancanza di innovazione, non per inefficienza, ma per un differenziale strutturale che le penalizza rispetto ai competitor europei.

Confindustria Reggio Emilia raccoglie quotidianamente le preoccupazioni di imprenditori che non chiedono sovvenzioni, ma condizioni eque per competere. Da tempo il Governo annuncia un intervento strutturale sul caro energia. Tuttavia, i provvedimenti continuano a essere rinviati e le anticipazioni circolate finora lasciano intendere misure deboli, limitate nella portata e nella durata. Non possiamo nascondere il nostro disappunto. Comprendiamo le complessità della finanza pubblica e le molte priorità che un esecutivo è chiamato a gestire. L’ultima legge di bilancio ha privilegiato l’equilibrio dei conti e altre questioni ritenute vitali. Ma non possiamo ignorare che, senza aziende industriali solide, senza investimenti e innovazione, anche l’equilibrio dei conti pubblici diventa fragile nel medio periodo.
In questo contesto, Confindustria Reggio Emilia esprime il pieno sostegno al Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, che sta portando avanti con determinazione un confronto serrato con il Governo per ottenere un provvedimento realmente efficace, strutturale e inclusivo dell’intera platea delle imprese manifatturiere. Non servono interventi simbolici o temporanei: occorre una misura capace di ridurre stabilmente il gap competitivo con i principali Paesi europei.
Senza un costo dell’energia sostenibile, la nostra manifattura rischia di perdere terreno in modo irreversibile. È il momento di scelte coraggiose. Non per favorire una categoria, ma per difendere la competitività dell’Italia industriale.

di Roberta Anceschi, Presidente Confindustria Reggio Emilia

 

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