Arkema srl, filiale italiana del Gruppo leader nella chimica di specialità, ha ottenuto la certificazione Top Employer Italia 2026 dal Top Employers Institute. È il terzo anno di fila che ottiene questo riconoscimento, che premia l'eccellenza delle pratiche HR in aree chiave come la qualità della vita sul lavoro, la diversità e l'inclusione, lo sviluppo delle competenze.
In Italia il Gruppo è presente con 4 stabilimenti chimici sotto la legal entity Arkema srl – a Boretto (RE), Spinetta Marengo (AL), Gissi (CH) e Anagni (FR) - e tre società controllate: Agiplast Italia srl nel Cremonese, attiva nel riciclo dei polimeri, Ideal Work srl nel Trevigiano è realtà di punta nel settore delle superfici decorative mentre Arkema Adesivi srl con due impianti produttivi, a Parona e Mozzate, opera nel segmento degli adesivi di laminazione per imballaggio flessibile.
“Essere Top Employer per noi significa poter offrire la migliore esperienza lavorativa alle nostre persone, in maniera uniforme e standardizzata in tutta la filiale. Operiamo nell’industria chimica: abbiamo quindi tutta una serie di vincoli che la realtà produttiva non ci permette di scardinare”, ha dichiarato Daniela Xaxa, HR Manager. “Tuttavia, i nostri processi sono inclusivi perché abbracciano la pluralità delle figure professionali, riconoscendo a ogni ruolo la propria unicità e il proprio valore, che si sia un operatore in impianto o un addetto al servizio clienti in ufficio. Il traguardo raggiunto certifica il miglioramento continuo nella gestione delle risorse umane, possibile solo grazie alla partecipazione attiva e al contributo di tutti i dipendenti”. In merito al sito di Boretto ha aggiunto che “stiamo attivando un progetto volto a potenziare la managerialità dei dipendenti, dando gli strumenti necessari per un cambio di mentalità, anche a chi non è un manager a tutti gli effetti. Realizzeremo un programma formativo dedicato per dare alle nostre persone i mezzi per decidere consapevolmente, e ovviamente il potere e lo spazio di farlo. Oggi più che mai sul lavoro c’è bisogno di relazione e umanità: le persone non sono numeri e vanno viste e riconosciute nella loro individualità.”