Immergas su ETS2 nel residenziale: “senza alternative tecniche reali, il prezzo della CO₂ rischia di diventare solo una tassa”
Federchimica e Assogasliquidi hanno scelto Immergas per fare il punto sull’impatto del meccanismo europeo ETS2 nel settore residenziale. A Roma, nella sede del Senato, al meeting “GPL e le sue soluzioni rinnovabili a servizio del consumatore” ha partecipato Valentina D’Acunti, Responsabile Strategie Normative. Confronto con il Ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin e con tutta la filiera.  
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29/01/2026
Immergas su ETS2 nel residenziale: “senza alternative tecniche reali, il prezzo della CO₂ rischia di diventare solo una tassa”

Le nuove norme europee ETS2, l’Emission Trade System, ideate per accelerare la transizione energetica produrranno anche un aumento dei costi del riscaldamento domestico stimato tra 200 e 600 euro l’anno, a seconda dei consumi, del tipo di combustibile e di apparecchio. L’ETS2 sarà in vigore dal 2027 nell’Unione europea, con impatti dal 2028. Immergas ha portato a Roma, in un meeting voluto da Federchimica – Assogasliquidi con tutta la filiera, nuove analisi che motivano la richiesta di profondi cambiamenti della normativa ETS2.

Con la normativa ETS2 l’Unione europea ha scelto di estendere il meccanismo di scambio delle quote di emissione di CO2 a settori finora esclusi come il riscaldamento degli edifici. È un cambiamento importante, perché introduce un prezzo della CO₂ anche nei consumi quotidiani dei cittadini. L’ETS2 impone l’acquisto delle quote ai fornitori di combustibili e quel costo sarà inevitabilmente trasferito a valle, sulle bollette energetiche delle famiglie. Secondo stime autorevoli, l’impatto complessivo per l’Italia potrebbe attestarsi intorno ai 5 miliardi di euro l’anno, con un prezzo della CO₂ che potrebbe salire fino a 160 euro a tonnellata entro il 2030.

Questione apertissima che ha spinto Federchimica - Assogasliquidi a scegliere Immergas come riferimento per fare il punto sull’impatto del meccanismo europeo ETS2 nel settore residenziale. A Roma, nella sede del Senato, al meeting “GPL e le sue soluzioni rinnovabili a servizio del consumatore” ha partecipato Valentina D’Acunti. Confronto con il Ministro Pichetto Fratin e con tutta la filiera.

“Il Governo Italiano condivide il target, l’obiettivo, che è alla base delle norme ETS2, ma siamo molto determinati anche a tutelare quelli che sono i diritti dei nostri cittadini e delle nostre imprese”, ha detto il Ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin.

I rischi sono concreti.
“Siamo di fronte a grandi cambiamenti – commenta il presidente di Immerfin, Alfredo Amadei – da oltre 60 anni anticipiamo i cambiamenti offrendo al mercato soluzioni sempre più sostenibili per il clima domestico orientando le scelte di tutta la filiera che punta al comfort abitativo verso soluzioni più efficienti e meno emissive. Le scelte normative, europee e nazionali, sono un punto di snodo importante e per questo, da anni, proponiamo analisi, riflessioni e dati oggettivi per puntare a favorire scelte consapevoli e realmente praticabili. L’ETS2 si rivela uno strumento percepito come ingiusto, non accelera la transizione; la rallenta, perché genera resistenza sociale e delegittimazione politica degli obiettivi climatici”.
In questo contesto, l’ETS2 rischia di produrre un effetto molto chiaro: colpire soprattutto chi non ha la possibilità di cambiare e di essere percepita come una tassa regressiva, che pesa maggiormente su famiglie a reddito medio-basso, anziani, abitazioni in condomini e aree altamente urbanizzate.

“Il 2026 è appena iniziato – commenta Ettore Bergamaschi, Direttore Marketing e Comunicazione Immergas – e sul clima domestico, quindi sul nostro core business, si concentrano attenzioni crescenti. La scelta di essere sempre al passo con le più avanzate analisi sulle fonti energetiche e sulle tecnologie per applicarla in ottica di sostenibilità, ancora una volta, premia Immergas che viene considerata un punto di riferimento per tutto il settore. Dopo il meeting a Roma ci attende l’appuntamento con MCE “Energy is Evolving” a Milano (dal 24 al 27 marzo a Rho Fiera) e rimane l’impegno per dare il massimo contributo per accompagnare la decarbonizzazione dei consumi, orientando le scelte normative che andranno a condizionare il mercato”.

Alberto Montanini, Direttore Normative e Rapporti Associativi, a margine del meeting a Roma, ha ribadito la necessità e l’urgenza “di eliminare i conflitti tra le varie normative che l’Unione europea ha emanato in ordine all’abitare sostenibile. Siamo di fronte a contraddizioni evidenti che vanificano lo sforzo per rendere più sostenibile il sistema casa. Servono, in tempi brevi, sostanziali modifiche per rendere le norme concretamente applicabili”.

Numeri alla mano, Valentina D’Acunti, Responsabile Strategie Normative Immergas, ha motivato la necessità di modificare e di ripensare il meccanismo ETS2: “L’ETS2 può essere uno strumento utile, ma non può diventare un automatismo ideologico. Nel settore residenziale italiano, così com’è, rischia di trasformarsi in una tassa senza alternative. Governare la transizione significa scegliere strumenti che funzionano nel mondo reale, non solo nei modelli. Ed è su questo terreno che, come industria e come Paese, dobbiamo continuare a confrontarci”.
Nel settore residenziale italiano, l’ETS2 si innesta in un contesto molto specifico.
Oggi circa il 70% delle famiglie utilizza il gas per il riscaldamento, oltre il 70% degli edifici è stato costruito prima del 1970, circa l’80% delle abitazioni si colloca in classi energetiche pari o inferiori alla D, il 60% delle famiglie vive in condomini, spesso privi di spazi esterni o di condizioni tecniche favorevoli a interventi radicali.
Studi indipendenti mostrano che, delle 16,6 milioni di abitazioni in classe F e G, solo circa 6 milioni sono tecnicamente idonee all’installazione di una pompa di calore elettrica.
Se consideriamo anche la sostenibilità economica dell’investimento, il numero delle abitazioni realmente elettrificabili scende a meno di 2 milioni.
“Questo significa che per la grande maggioranza delle famiglie italiane non esiste, oggi, un’alternativa tecnologica praticabile – conclude Valentina D’Acunti – e lo dimostra anche l’evidenza empirica: durante la crisi energetica del 2021-2022, con prezzi del gas molto elevati e incentivi straordinari come il Superbonus, non si è verificato uno switch significativo e strutturale verso l’elettrico nel residenziale. Il limite, quindi, non è culturale. È strutturale, tecnico, economico”.

Immergas continuerà nel suo impegno per una transizione efficace che dovrà essere multienergetica, multitecnologica e multiobiettivo.