In occasione di Fotografia Europea 2026, BTREES apre il proprio spazio (il DIGITORIUM) alla comunità ospitando “Corpi Migranti”: il progetto fotografico di Max Hirzel.
L’edizione 2026, dal tema “Fantasmi del quotidiano”, invita a riflettere su ciò che abita silenziosamente le nostre realtà: presenze invisibili, tracce, assenze che continuano a interrogare il presente.
In questo contesto, la partecipazione al circuito OFF da parte dell’agenzia di comunicazione BTREES non è solo un’adesione a un programma diffuso, ma una scelta precisa: contribuire attivamente al dialogo culturale che attraversa la città durante il festival. Il DIGITORIUM si trasforma quindi da spazio operativo a luogo di incontro, osservazione e riflessione, in linea con uno degli obiettivi più profondi della fotografia contemporanea: interrogare il presente.
“Corpi Migranti” nasce nel 2015 da una domanda tanto semplice quanto radicale: che cosa accade ai corpi dei migranti che perdono la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa. Il lavoro inizia dai cimiteri siciliani, per poi estendersi lungo un percorso di ricerca che attraversa luoghi e storie fino a un villaggio del Saloum, in Senegal.
«Il DIGITORIUM nasce come spazio di lavoro, ma per noi è sempre stato qualcosa di più. Aprirlo, in occasione di Fotografia Europea, significa metterlo in relazione con la città e con quello che sta accadendo al di fuori. Non ci interessava semplicemente ospitare una mostra, ma creare le condizioni perché uno sguardo come quello di Corpi Migranti potesse trovare lo spazi che merita», spiega Christian Zegna, Presidente e CEO di BTREES.
Attraverso un linguaggio visivo essenziale, privo di costruzioni retoriche, Hirzel porta lo sguardo su ciò che spesso resta ai margini della narrazione pubblica: la gestione dei corpi, l’assenza di identità, la difficoltà di elaborare un lutto che rimane sospeso.
In un contesto in cui la migrazione è sempre più oggetto di polarizzazione politica e mediatica, il progetto sottrae rumore e restituisce una dimensione di silenzio e attenzione. Le immagini non cercano di spiegare, ma di interrompere il racconto dominante, invitando a riconoscere quella che lo stesso autore definisce un’anomalia: una realtà che non dovrebbe essere normalizzata né accettata.
Con questa iniziativa, BTREES sceglie di aprire il DIGITORIUM come spazio accessibile durante tutta la durata della mostra, dal 30 aprile al 14 giugno 2026, contribuendo alla costruzione di un percorso culturale diffuso sul territorio e rafforzando il proprio legame con la città di Reggio Emilia.
È un modo per affermare che la comunicazione non si limita a raccontare il presente, ma può diventare parte attiva nella sua interpretazione.
La mostra sarà inaugurata il 29 aprile con un vernissage su invito alla presenza dell’autore.