L'oro ha vissuto negli ultimi due anni una delle stagioni più straordinarie della sua storia finanziaria.
Nel 2024 abbiamo assistito ad un’importante crescita del metallo prezioso, ma è nel 2025 che l’Oro ha iniziato la sua cavalcata record e nel 2026 la corsa non intende arrestarsi.
Nel 2025 infatti l’oro ha chiuso con un guadagno annuo superiore al 60%: una performance che non si registrava dal 1979, superando la soglia psicologica dei 4.000 $ l’oncia.
Ma all’inizio del 2026 succede qualcosa di impensabile: il prezzo tocca il picco storico di circa 5.600 $ l’oncia, sostenuto dalla volatilità dei mercati azionari e dall’incertezza geopolitica persistente.
Ma perché la corsa all’oro?
L’oro è da sempre considerato il “bene rifugio” per eccellenza. Nel momento in cui l’incertezza prende il sopravvento, ecco che l’oro torna ad apprezzarsi.
Ma l’incertezza geopolitica e le guerre commerciali non sono l’unico fattore che ha scatenato questa tendenza rialzista. Le Banche Centrali e la politica monetaria in generale hanno avuto un ruolo fondamentale, scatenando una dinamica mai registrata prima. Le istituzioni monetarie, in particolare Cina e Russia, hanno continuato a diversificare le proprie riserve (lontano dal dollaro). Inoltre, il ciclo di tagli dei tassi d’interesse iniziato dalla Fed tra la fine del 2024 e il 2025 ha ridotto di molto il costo opportunità di detenere oro (poiché i rendimenti delle obbligazioni sono calati, detenere oro - che non genera interessi - diventa più conveniente).
In fine, anche gli investitori cosiddetti istituzionali hanno ricominciato ad investire in fondi garantiti da oro fisico (ETF), amplificando la pressione rialzista sul metallo prezioso.
L'oro, insieme ad altri fattori, rappresenta un termometro dell'economia globale ed è strettamente correlato al prezzo e alla richiesta di materie prime.
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