Nel 2025 l'industria metalmeccanica italiana ha chiuso l'anno con una contrazione media della produzione dello 0,9% rispetto al 2024, in linea con il calo dell'1,0% registrato dal complesso dell'industria nazionale. Il quadro è stato segnato da una dinamica altalenante: dopo pesanti perdite nei primi due trimestri, il terzo e il quarto hanno mostrato segnali di recupero in termini tendenziali, ma insufficienti a compensare le perdite accumulate.
A livello di comparti, il principale fattore di trascinamento negativo è stato il crollo della produzione di autoveicoli e rimorchi (-11,1%), cui si sono aggiunte flessioni nei prodotti in metallo (-1,1%), nelle macchine elettriche (-0,6%) e nei macchinari (-0,5%). In controtendenza, hanno registrato crescita la metallurgia (+3,0%), l'elettronica (+1,9%) e gli altri mezzi di trasporto (+1,6%).
Nel contesto europeo, l'Italia si è collocata tra i paesi in difficoltà insieme alla Germania (-1,9%), mentre Francia (+2,2%) e Spagna (+0,3%) hanno mostrato performance più positive. La media UE27 è rimasta sostanzialmente stabile (+0,2%).
Sul fronte commerciale, le esportazioni metalmeccaniche sono cresciute del 2,9% in valore, con un saldo attivo della bilancia commerciale di settore pari a 52,1 miliardi di euro. La crescita è stata però trainata principalmente dall'aumento dei valori medi unitari più che dai volumi. Gli Stati Uniti si confermano secondo mercato di sbocco con una quota del 10,4%.
Le previsioni delle imprese restano caute: il portafoglio ordini segna un saldo appena positivo (+1%), il 47% delle aziende non prevede variazioni produttive nei prossimi mesi e il 68% non intende modificare i livelli occupazionali.
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