In economia esiste un meccanismo invisibile chiamato “Leva Finanziaria”.
Per un’impresa significa poter utilizzare debito bancario come un moltiplicatore: se il rendimento di un investimento (ROI), ad esempio l’acquisto di nuovi sistemi basati sull’A.I., è superiore al costo del debito, l’azienda riesce a rendere la sua crescita più veloce e generare ricchezza per i soci utilizzando “soldi altrui”.
Il ROI indica quanti soldi ho guadagnato per ogni euro che ho speso. Confrontando due investimenti, mi mostra quale dei due sta facendo lavorare meglio i miei soldi
Il Costo del Debito (kd) indica quanto mi costa davvero ogni euro che chiedo in prestito.
Molti commettono l’errore di guardare solo il tasso di interesse, ma il costo reale è la somma di tutto quello che devi spendere per avere e mantenere quel debito. Quando svolgo il calcolo devo tenere in considerazione anche oneri e commissioni (il costo di “ingresso”), i costi di monitoraggio (il costo del “controllo”), i costi operativi e vincoli (il costo “nascosto”).
Perché è importante? Se l'innovazione che stai finanziando ha un ROI del 5% e ti basi esclusivamente sul valore dell'Euribor + spread applicati dalla banca per un totale del 4%, non stai “guadagnando” l’1%, ma probabilmente stai perdendo l’effetto leva a causa dei costi nascosti: il debito è in realtà più alto di ciò che avevi ipotizzato.
Tuttavia, non è sempre così facile utilizzare la leva, in quanto l’efficienza di questo strumento dipende da un equilibrio molto delicato tra la produttività dell’impresa e il costo che la BCE applica al denaro.
Negli ultimi mesi questo equilibrio, già in bilico di suo, è stato messo a dura prova dal nuovo conflitto in Medio Oriente: a seguito della chiusura dello stretto di Hormuz, abbiamo assistito ad un’impennata dei prezzi di petrolio e gas naturale.
Essendo l’energia alla base di ogni attività, quando questa costa di più, l’inflazione sale passando dal 2,1% del 2025 (quasi l’obiettivo della BCE) al picco previsto per il secondo trimestre del 2026 del 3,1%; per contrastarla, la BCE potrebbe decidere di alzare i tassi d’interesse (il prossimo incontro della commissione avrà luogo alla fine del mese di Aprile).
Per l’imprenditore che intende innovare, questa decisione della BCE si tradurrebbe nell’aumento del costo del debito e nella riduzione dell’Effetto Leva: nonostante la necessità di innovare, l’investimento tecnologico rischia di essere posticipato perché non più sostenibile.
Questo meccanismo rischia di generare il cosiddetto “effetto domino” a livello macroeconomico: gli alti tassi d’interesse e l’’incertezza geopolitica (come fattore accelerante) sfociano in un immobilismo tecnologico transitorio con il conseguente rallentamento della produttività e della competitività del sistema paese.
Il prosieguo dell’instabilità geopolitica, quindi, porta le imprese a vivere un paradosso: la necessità di investire da un lato e l’opportunità di soddisfare il proprio fabbisogno finanziario con fonti sostenibili dall’altro.
Le proiezioni macroeconomiche della BCE indicano che l’inflazione dovrebbe tornare verso l’obiettivo del 2% solo in un orizzonte temporale di medio termine.
Se il conflitto dovesse peggiorare, l’inflazione potrebbe salire fino al 4,8%. E se la BCE intendesse intervenire, il costo del denaro potrebbe annullare ogni beneficio della leva finanziaria.
In questo scenario, l’investimento non genererebbe più ricchezza sufficiente a coprire gli interessi, mettendo a rischio la capacità di rimborso dell’impresa.
L’abilità di un’azienda di gestire correttamente il proprio fabbisogno finanziario e di saper sfruttare la leva nel momento giusto è importante in termini di equilibrio di bilancio. Non è sempre facile calcolare il ROI del singolo investimento, ma a livello aggregato è possibile determinare se l’azienda stia sfruttando l’Effetto Leva sul monte finanziamenti e se il proprio ROI complessivo sia migliorato o peggiorato nel tempo.
Attenzione: non è detto che il debito meno costoso sia sempre quello più conveniente. Di questo parleremo in un prossimo articolo.
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