Prezzi delle materie prime - Aggiornamento APPIA maggio 2026
Sono disponibili in APPIA-MP i nuovi analytics elaborati per la piattaforma APPIA. In particolare: l'aggiornamento dei dati congiunturali, i nuovi outlook previsionali per tutte le commodity monitorate e i focus del mese, il nuovo report di sintesi mensile scaricabile dall'area download.
Centro Studi Internazionalizzazione
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25/05/2026
Prezzi delle materie prime - Aggiornamento APPIA maggio 2026

Sono disponibili in APPIA-MP i nuovi analytics elaborati per la piattaforma APPIA. In particolare:

  •  L'aggiornamento dei dati congiunturali (aprile 2026)
  •  I nuovi outlook previsionali per tutte le commodity monitorate e i focus del mese
  •  Il nuovo report di sintesi mensile scaricabile dall'area download.

Segnaliamo, inoltre, la possibilità di iscriversi ai prossimi appuntamenti del X Ciclo dei Webinar di Filiera di Prometeia-APPIA.

Cliccando sui nomi dei webinar, o navigando nei contenuti della sezione “What’s New” del portale è possibile consultare l’elenco completo degli incontri.

Alcune delle evidenze dall’ultimo aggiornamento:

  • Il focus è sempre sul Medio Oriente, tra tregue fragili e rischi di escalation. A oltre due mesi e mezzo dall’inizio delle ostilità, lo scenario del Golfo resta sospeso tra minacce di escalation e negoziati che faticano a trovare slancio, riflettendo un quadro geopolitico ancora fortemente irrigidito. In questo contesto, i mercati delle materie prime in aprile hanno mostrato una maggiore stabilità, riflettendo sia l'adattamento progressivo delle catene di approvvigionamento di idrocarburi, sia una riduzione della componente speculativa incorporata nei prezzi, in un contesto in cui l'incertezza geopolitica, pur elevatissima, non ha originato nuovi shock improvvisi. Il percorso rialzista avviato a marzo, con rincari a doppia cifra, ha quindi trovato conferma, ma a ritmi relativamente più contenuti: +3,9% la variazione mese su mese dell’Indice Prometeia-APPIA (+20% circa la variazione anno su anno). Generalmente favorevoli le dinamiche valutarie. L’euro è salito a 1,17 dollari, dagli 1,16 circa osservati a marzo attenuando, almeno in parte, le tensioni sui costi delle commodity denominate in valuta statunitense e offrendo un parziale sostegno agli importatori UE. 
  • Le maggiori tensioni si riscontrano ancora sulla filiera Chimica (l’indice, sostenuto dai pesanti rincari dei prezzi dei prodotti intermedi e dei polimeri, ha archiviato aprile con un rialzo superiore all’11%) e sul Tessile-Moda: i rialzi a doppia cifra dei prezzi delle fibre sintetiche si sono "trasferiti" a quelli dei principali prodotti sostituti, cotone in primis, contribuendo a sostenere un aumento dell’indice di intensità superiore all’8%, sempre in euro. In rialzo, ma ritmi solo moderatamente più forti della media, anche l’Indice della filiera Costruzioni (+5,4%) per effetto soprattutto degli apprezzamenti del tondino di ferro e, secondariamente, dell’alluminio. Tra gli input non direttamente inclusi nel calcolo dell'indice, ma protagonisti di rialzi significativi nel corso dell'ultimo trimestre si segnalano anche molte materie prime “critiche” (tra cui litio, tungsteno, manganese e metalli per magneti, per citare quelli con i rialzi più intensi) e i semiconduttori, che rispetto ai livelli di inizio 2026, risultano scambiati a valori più che doppi. 
  • I costi di approvvigionamento di materie prime nelle altre filiere hanno mantenuto un andamento relativamente più stabile, con rincari tra il 3 e il 4% per Alimentare e Meccanica, e vicini al 2% circa per Legno/Carta e Metallurgia. Il combinato disposto di prezzi petroliferi in moderato aumento e quotazioni di metano ed energia elettrica in calo ha, invece, favorito un sostanziale consolidamento dell’Indice delle imprese dell’Energia che, dopo i fortissimi rincari di marzo (+39% circa mese su mese) ad aprile è rimasto pressoché invariato. 
  • Per il 2026 si conferma un'attesa di incremento significativo dell'indice Prometeia-APPIA. Il principale fattore di rischio rimane la situazione relativa alla navigabilità dello Stretto di Hormuz: una chiusura prolungata nel tempo accelererebbe infatti l'erosione delle scorte petrolifere già in atto, riducendo progressivamente il margine di protezione offerto dalle riserve residue. Oltre una certa soglia, gli effetti tenderebbero ad amplificarsi in modo non lineare: volatilità crescente sui mercati energetici, tensioni sulle catene globali di approvvigionamento e spinte al rialzo sulle commodity che potrebbero intensificarsi rapidamente al prolungarsi del blocco.

Si ricorda che Confindustria Reggio Emilia offre alle aziende associate, a titolo gratuito, l’accesso alla piattaforma Prometeia-APPIA, strumento di supporto per l’analisi, l’approfondimento e il monitoraggio dell’andamento delle principali commodity (tendenze di mercato, costi, prezzi, dati storici, ecc.).

Le aziende che non avessero ancora attivato il servizio possono richiedere le credenziali di accesso rivolgendosi al nostro Centro Studi (alberto.seligardi@confindustria.re.it), che resta a disposizione per ogni ulteriore informazione o chiarimento.

A chi rivolgersi

Alberto Seligardi
Alberto Seligardi
Coordinatore di area
Economia della conoscenza
0522 409761 Scrivimi
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