Prezzi delle materie prime - Aggiornamento APPIA giugno 2026
Sono disponibili in APPIA-MP i nuovi analytics elaborati per la piattaforma APPIA. In particolare: l'aggiornamento dei dati congiunturali, i nuovi outlook previsionali per tutte le commodity monitorate e i focus del mese, il nuovo report di sintesi mensile scaricabile dall'area download.
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22/06/2026
Prezzi delle materie prime - Aggiornamento APPIA giugno 2026

Sono disponibili in APPIA-MP i nuovi analytics elaborati per la piattaforma APPIA.

Una possibile svolta dal Medio Oriente, ma i rischi restano elevati. A oltre 100 giorni dall'inizio delle ostilità, il weekend del 13-14 giugno ha segnato un punto di potenziale discontinuità: Stati Uniti e Iran hanno finalizzato un memorandum d'intesa (la firma formale è attesa per il 19 giugno) che prevede un cessate-il-fuoco di 60 giorni. L'intesa fa seguito agli annunci di Trump dell'11 giugno e, sulla carta, prefigura un allentamento della crisi e, possibilmente, una riapertura in tempi brevi dello stretto di Hormuz.

Il quadro resta tuttavia fragile. L'attuazione è subordinata al rispetto, da parte americana, di una serie di impegni (rilascio dei fondi iraniani congelati, rimozione del blocco navale ecc.), Israele non è parte dell'accordo e il dossier libanese continua a rappresentare un punto di frizione tra le parti. I continui capovolgimenti di fronte delle ultime settimane impongono cautela: fino alla firma e alla verifica dei primi passi attuativi, i rischi di un nuovo deterioramento restano elevati.

Nel frattempo, i traffici nello stretto di Hormuz rimangono ai minimi (ridotti a circa il 5% dei volumi pre-conflitto secondo le informazioni estrapolate dai transponder delle navi) e, con essi, una quota consistente dei flussi energetici globali; anche in caso di riapertura, il ripristino della piena operatività richiederà diverse settimane, se non mesi. Il contenimento dei consumi in Asia e il ricorso massiccio alle scorte strategiche hanno consentito, finora, di attenuare gli effetti degli ammanchi di petrolio, mantenendo le quotazioni del Brent sotto la soglia dei 110 $/barile (95 $/barile a inizio giugno, circa 85 $/b al momento della pubblicazione del report), ma non di azzerare un deficit di mercato che le stime collocano sopra i 5 milioni di barile/giorno, quasi il 5% dei consumi mondiali e l'interruzione più ampia mai registrata nella storia dei mercati energetici. Il cuscinetto di scorte stoccate si assottiglia di settimana in settimana e, in assenza di una distensione effettiva e duratura sullo stretto, non potrà fungere da calmiere per i prezzi ancora a lungo.

Hanno ripreso a salire i prezzi del metano in Europa, a riflesso della fatica mostrata dagli operatori nazionali nel ricostituire gli stoccaggi. In controtendenza rispetto al greggio, il TTF si è mantenuto sopra i 45 €/MWh, portandosi sopra i 50 €/MWh a inizio giugno. Più che gli ammanchi dal Medio Oriente, a pesare è soprattutto il ritardo accumulato nella fase di iniezione: al 15 maggio gli stoccaggi europei risultavano riempiti per circa il 36% della capacità, contro quasi il 44% di un anno prima, rafforzando il rischio di doversi rifornire sul mercato spot invernale a condizioni molto più gravose. Dinamiche meteoclimatiche favorevoli e un basso numero di giorni lavorativi hanno contribuito a smorzare l’impatto del rialzo del metano (+4% m/m circa in €) e dei diritti di emissione (+3% circa) sui prezzi dell’elettricità, con il PUN stabile a circa 120 €/MWh.

Sui mercati non energetici sembra essersi in larga parte raffreddato la tendenza fortemente espansiva dei prezzi che ha caratterizzato il bimestre marzo-aprile: maggio si è chiuso con rincari diffusi ai prezzi della maggior parte degli input ma, salvo alcune eccezioni, attribuibili più a un effetto trascinamento dai picchi del bimestre precedente che a nuove spinte al rialzo. Sui mercati della chimica (la filiera maggiormente impattata, finora, dagli effetti del conflitto) la tendenza recente delle quotazioni spot di plastiche e intermedi è puntata verso il basso. Andamenti simili per gli acciai piani, mentre i lunghi (rebar, vergella) hanno continuato a guadagnare terreno fino alle osservazioni più recenti. Andamento generalmente espansivo, in media mensile, per i metalli non ferrosi, protagonisti di rialzi di intensità compresa tra il +2% dell’alluminio e il +5% circa del rame. Poco da segnalare per quanto riguarda i prodotti forestali. Infine, il passaggio ormai certo alla Niña, combinato agli effetti dei rincari dei fertilizzanti ha iniziato a «filtrare» sulle quotazioni della maggior parte delle commodity agricole, alimentando rialzi diffusi a molti prodotti, coloniali in primis ma anche cereali.

Si ricorda che Confindustria Reggio Emilia offre alle aziende associate, a titolo gratuito, l’accesso alla piattaforma Prometeia-APPIA, strumento di supporto per l’analisi, l’approfondimento e il monitoraggio dell’andamento delle principali commodity (tendenze di mercato, costi, prezzi, dati storici, ecc.).

Le aziende che non avessero ancora attivato il servizio possono richiedere le credenziali di accesso rivolgendosi al nostro Centro Studi (alberto.seligardi@confindustria.re.it), che resta a disposizione per ogni ulteriore informazione o chiarimento.

A chi rivolgersi

Alberto Seligardi
Alberto Seligardi
Coordinatore di area
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