170ª Indagine Congiunturale Federmeccanica
Nel primo trimestre del 2024, la produzione del settore meccanico italiano ha subito una diminuzione del 2,1% rispetto al trimestre precedente e del 4,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Anche l'export ha registrato risultati negativi. Le cause di questa flessione sono attribuibili sia a problemi strutturali che alle tensioni geopolitiche.
Centro Studi
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06/06/2024
170ª Indagine Congiunturale Federmeccanica

Sono stati diffusi i risultati della 170ª edizione dell’Indagine congiunturale di Federmeccanica sull’Industria Metalmeccanica - Meccatronica italiana riferiti al primo trimestre 2024.

Nel 2023, l'economia globale ha rallentato e le previsioni per il 2024 indicano un'attività ancora debole e incerta. In Italia, nei primi mesi del 2024, la produzione industriale è diminuita dell'1,3% rispetto al trimestre precedente e del 4,0% rispetto allo stesso periodo del 2023. Il settore metalmeccanico ha sofferto maggiormente, con un calo del 2,1% su base trimestrale e del 4,1% su base annua. Le imprese sono state colpite da problemi strutturali, tensioni geopolitiche e alti costi del credito. In particolare, la produzione di autoveicoli e rimorchi è crollata del 7,3%, mentre solo il settore degli Altri mezzi di trasporto ha visto un aumento del 2,4%.

A livello europeo, il settore metalmeccanico ha registrato un calo congiunturale in diversi Paesi: Francia (-2,9%), Germania (-2,0%) e Spagna (+0,7%). Le esportazioni italiane del settore sono diminuite del 2,0% nel primo trimestre 2024, dopo una flessione dell'1,1% a fine 2023. Le importazioni sono crollate del 6,6%. La domanda mondiale debole ha influenzato negativamente i mercati europei, con un calo del 6,1% nelle esportazioni verso l'UE, mentre quelle verso mercati extra-UE sono aumentate del 3,1%. 

Il 33% delle imprese ha riportato un peggioramento del portafoglio ordini. Le previsioni di produzione sono stabili per il 51% delle aziende, mentre il 21% prevede una contrazione. Il 69% delle aziende prevede di mantenere i livelli occupazionali invariati, il 20% di aumentarli e l'11% di ridurli. La percentuale di imprese che valuta negativamente la liquidità aziendale è salita al 6%. Il 54% non prevede nuovi investimenti, il 12% pensa di ridurli e il 34% di aumentarli.

In allegato il testo completo.

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